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Psicologia e benessere dopo la quarantena

Nei primi mesi del 2020, come ben sappiamo, l’intero mondo è stato investito dalla piaga del Covid-19, un virus che si è diffuso rapidamente che ha costrette tutti gli Stati a tutelare i propri Paesi. Per questo motivo anche noi in Italia abbiamo assistito al Lockdown, ossia alla Quarantena durata un paio di mesi, che ha costretto più del 60% della popolazione a stare chiusi in casa e a prendere misure anti contagio. Lavarsi le mani, evitare il contatto mani-viso, indossare la mascherina e il distanziamento sociale hanno portato le persone a cambiare i propri stili di vita. Ciò ha anche accentuato anche il numero di persone affette da disturbi di ansia e depressione: la nuova routine, il non poter visitare parenti o amici, la perdita economica dovuta alla chiusura delle attività e tanto altro ancora, ha cambiato per sempre le nostre abitudini.

Quando finirà tutto ciò e quando si ritornerà alla normalità ancora non si sa, anche perché la strada è lunga e il virus non è stato debellato (oltre a non esserci ancora nessun vaccino). Quello che invece possiamo ben sperare è di trovare il modo più sano per convivere con questo virus, dunque adottare dei metodi preventivi per limitare il contagio. Dal 18 Maggio 2020 è possibile benissimo uscire di casa e girare all’interno della propria Regione senza avere auto-certificazione, sempre però adottando misure di sicurezza, come l’uso di mascherine e guanti. Ma la psicologia come si sta comportando in questo periodo?

La figura dello psicologo in questo momento difficile

Lo psicologo da sempre è una figura importante perché dà sostegno a chi ne ha bisogno. Durante la quarantena praticamente tutti noi abbiamo avuto momenti di ansia o depressioni, legati alla quarantena e allo stravolgimento della nostra vita. Per venirci incontro, molti professionisti hanno dato supporto ai pazienti in remoto, grazie a servizi di psicologia online per ansia e altri disturbi. Chiamare uno psicologo ha permesso a molti di superare stati d’ansia e fobie in genere, in un periodo abbastanza delicato della nostra storia.

Lo psicologo che opera attraverso internet o al telefono riesce ad esaminare il proprio paziente, portandolo alla riflessione e alla risoluzione delle problematiche più comuni, come ansia, depressione, stress. Ovviamente se ci sono state delle situazioni irrisolte che si sono protratte nel corso degli anni, durante la quarantena si ha avuto modo di fermarsi e di approfondire tutto ciò, grazie anche ad un consulto professionale. Insomma, lo psicologo è stata una figura molto importante durante la quarantena appena vissuta: ma come si evolverà il suo ruolo nella società?

Lo psicologo a distanza

Come per tante altre professioni, grazie alla quarantena si è capita l’importanza dei consulti a distanza, ma anche dello smart working in genere. Anche gli psicologi hanno capito che il loro servizio, per molti disturbi ma non per tutti, si può fare online tramite programmi come Skype o Whatsapp, ma anche attraverso chat riservate o al telefono. Anche dopo la quarantena salirà il numero dei professionisti che utilizzeranno questo metodo per iniziare o continuare terapie con i propri pazienti. Speriamo dunque che questo virus abbia rivoluzionato, almeno in parte, il modus operandi di questi professionisti, aprendo le porte verso le terapie in remoto.

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Isan Hydi
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