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Storia dell’orologio: ecco perché è un accessorio di classe

Sono innumerevoli gli oggetti che ci circondano, e molto spesso fanno ormai parte della nostra vita quotidiana in pianta stabile, dei quali ignoriamo (o meglio, non prestiamo sempre la dovuta attenzione) l’evoluzione storica che li ha caratterizzati. È semplice al giorno d’oggi essere immersi nella tecnologia, con oggettistica utile praticamente a soddisfare qualsiasi desiderio, curiosità o necessità: ma come e quando sono nati questi strumenti? Per opera di chi? E come si sono evoluti nel corso dei secoli?

Quasi mai ci poniamo questo tipo di questioni, che invece sono assolutamente propedeutiche a ragionare su molti aspetti della vita quotidiana ai nostri giorni, con tutte le comodità di cui è condita. Un esempio lampante per questo tipo di discorso è senza ombra di dubbio l’orologio: nato come mera necessità, adesso è possibile trovare orologi da polso di pregevole qualità e da utilizzare come accessori assoluti su molti portali online, come per esempio www.fabioferro.eu. Andiamo a ripercorrere la sua storia.

La storia dell’orologio: da necessità ad accessorio

Proviamo a tracciare qui un rapido riassunto della storia dell’orologio, che affonda le sue radici in tempi molto lontani. Fin dall’antichità infatti gli uomini sentirono il bisogno di scandire le proprie giornate ed i propri ritmi seguendo un andamento fisso, ciclico, e trovarono una risposta alle proprie esigenze nel moto del Sole: ecco che il primo antenato dell’attuale orologio fu quindi la meridiana, ovvero un qualsiasi paletto conficcato nel terreno che, a seconda della posizione del Sole, proiettava la sua ombra sulla terra circostante.

In questo modo, si ebbero i primi punti di riferimento temporale un po’ più specifici dei semplici “giorno” e “notte”, con uno scorrere di momenti a susseguirsi. Geniale – e potremmo dire anche divagante rispetto agli altri modelli, se consideriamo che l’ombra della meridiana era un perfetto predecessore delle lancette – fu poi l’invenzione della clessidra.

Questo strumento, inizialmente inventato ad acqua, è divenuto ed è tuttora famoso quando “alimentato” a sabbia: la struttura dei due contenitori conici, collegati tra loro, permette il passaggio proprio della sabbia da un cono all’altro. Determinando le dimensioni di questi recipienti, si poteva quindi comprendere perfettamente quando era passato quel determinato periodo di tempo dal momento in cui la clessidra era stata girata: era sufficiente tenere d’occhio la sabbia al suo interno. Quando questa era completamente depositata sul fondo, ecco che il tempo era trascorso.

Il primo orologio con meccanismo meccanico risale attorno al 1200/1300, ed è rappresentato dai giganteschi strumenti in possesso dei campanili di quell’epoca in molti paesi, tra cui anche l’Italia ovviamente: pare però che il primo venne apposto in Francia. La naturale evoluzione di questa tecnologia fu la realizzazione di strumenti basati su questo principio ma sempre più piccoli, di modo che potessero essere utilizzati anche dai singoli nuclei familiari all’interno delle abitazioni. È così che cominciarono a sorgere varie tipologie di orologio, tra cui particolarmente interessanti furono quelli a pendolo.

L’evoluzione tecnologica degli ultimi secoli

Proseguendo in questa direzione, la vera svolta arrivò nel 1670: in quest’anno venne infatti inventato un nuovo meccanismo, “a scappamento”, basato sul moto rotatorio creato da una corona anziché su quello circolare del pendolo. In questo modo gli strumenti ne guadagnavano in termini di precisione. Nel frattempo ogni orologio diveniva non soltanto più piccolo, ma anche sempre più personalizzabile.

La naturale conclusione di questo processo arrivò con gli orologi da taschino, celeberrimi, che diedero la possibilità a chiunque – fosse abbastanza benestante, ai tempi – di possederne uno e poter osservare l’ora attraverso uno strumento per nulla ingombrante. Negli ultimi anni 20 del ‘900 vennero creati gli orologi al quarzo, ed infine quelli da polso. La prima azienda ad inventare un orologio di questo tipo fu la Pateck Philippe, in Svizzera.

Sempre più perfezionati dai giapponesi e poi da tutto il mondo negli anni 70, gli orologi sono ormai un bene comune, estremamente diffuso e variegato nelle tipologie all’interno di questa categoria: esistono tuttora orologi che sono dei veri e propri pezzi da museo, pregiati e lussuosi, come ne esistono anche di estremamente abbordabili. Ad oggi in ogni caso, considerando anche l’evoluzione tecnologica e la possibilità di controllare l’ora attraverso i dispositivi digitali, l’orologio sta assumendo un ruolo sempre più marcato come accessorio nel mondo della moda piuttosto che come bene di vera necessità e dalla finalità pratica.

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