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Industria conciaria, cosa c’è da sapere

Poche persone sono a conoscenza del fatto che l’industria conciaria è un’attività e un business in cui l’Italia gode della nomina di leader mondiale!

Questo riconoscimento è dato per il suo elevato sviluppo tecnologico e qualitativo e da molto tempo, ormai, un terzo merito per un grande impegno e rispetto ambientale.

Ma partiamo dalle basi, cos’è quest’industria e perché, lavorativamente è così degna d’attenzione?

Di cosa si tratta nello specifico?

L’industria conciaria è un settore industriale nata per la produzione di pelli e cuoio, utilizzando la pelle d’animale grezza che proviene dalla macellazione.

Lo sviluppo di questa attività, poiché prima non ne esisteva una, si ebbe nel XIX sec. con l’arrivo di diverse tecnologie moderne.

Perché dovrebbe interessarti saperne di più?

Il prodotto italiano è considerato il primo al mondo ed è un punto di riferimento per i beni di consumo di fascia alta.

Vi sono diversi macchinari per concerie degni di nota e molto ricercati internazionalmente parlando, utili per svolgere l’attività di progettazione, oppure di produzione, ma anche di lavorazione di calzature e riparazione varie.

Il fatturato ottenuto nel 2018 è di oltre 4,9 miliardi di euro, con il 73% di vendite all’estero, confermando un’enorme importanza economica nazionale. L’industria conciaria è fondamentale per il successo del settore moda made in Italy.

Quindi, tutte queste informazioni perché dovrebbero esserti utili?

Perché è un eccellente settore sulla quale investire, cercare lavoro o avviare un proprio business.

Tutto questo con una buona formazione e, logicamente, con dei validi macchinari del settore.

Il ministero delle Imprese e del Made in Italy investe sempre di più

A partire dal 15 novembre 2022, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha dato l’accesso alle imprese appartenenti ad un distretto conciario nazionale, di poter richiedere contributi a fondo perduto. Questo per realizzare progetti riguardanti l’innovazione della produzione, anche in ottica di sostenibilità ed economia circolare.

L’investimento e la fiducia rivolta a questa industria non sono da poco, visto che il fondo perduto si aggira intorno ai 50 mila euro e più (dipende dai casi).

Dunque, in un periodo così pesante, economicamente parlando, questa informazione, sulla grande importanza che il mondo rivolge all’attività conciaria italiana, è qualcosa a cui dovresti pensare ed esserne a conoscenza.

Dove si trovano le imprese conciarie in Italia?

In Italia risultano circa 1201 aziende presenti e operative.

C’è un elevato sviluppo tecnologico, qualitativo e d’innovazione in termini di design stilistico.

La concia italiana è un esempio di successo anche per quanto riguarda il modello distrettuale, poiché caratterizzano, una parte rilevante dell’economia della manifatturiera nazionale.

Dove sono collocate?

Maggiormente si registra un numero pari a 455 imprese in Veneto, denominata distretto della pelle.

È la regione più importante del settore in Italia per produzione e numero di addetti. Il boom nasce nel dopoguerra della Prima guerra mondiale.

Un’importante rilevanza va anche alla Toscana con circa 521 imprese, denominata distretto del cuoio.

Le concerie toscane ricoprono un fatturato complessivo che attualmente corrisponde al 28% del totale nazionale. Artigianalità e flessibilità delle produzioni sono il punto di forza toscano, tutto destinato all’alta moda Made in Italy.

Regioni ulteriormente rilevanti dell’industria conciaria sono la Campania con 155 imprese e con lavorazioni dedicate per lo più alla pelletteria e d abbigliamento, la Lombardia con 39 dove lavorano prevalentemente per le borse, ed altre eccellenti ma isolate attività in Piemonte, nelle Marche e in Puglia.

Alla luce di quanto appreso, vi sono delle buone agevolazioni nel settore, poiché il 23% della produzione mondiale e il 66% della produzione europea di pelli e cuoio vedono l’Italia come protagonista assoluta.

Possiamo tranquillamente definirla la spina dorsale dell’intero stivale, ragion per cui, ogni italiano dovrebbe memorizzare la questione e perché no, trarne dei vantaggi personali, magari investendo sui macchinari e formazione.

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