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Un’altra vittoria contro il gioco d’azzardo illegale

Certo che le nostre Forze dell’Ordine hanno veramente un grande “da fare” per contrastare l’illegalità! Sia in generale e quindi salvaguardando tutti i cittadini sia, particolarmente, quando si rivolgono al mondo del gioco d’azzardo ed al mondo dei casino online con tante slot machine che sembra voler raccogliere una gran parte del malaffare e della criminalità organizzata che proprio in questo settore sembra “sguazzarci” veramente a proprio agio. Quindi, il monitoraggio che viene compiuto quotidianamente sul territorio, ed indirizzato particolarmente al controllo delle attività ludiche, impegna a fondo i nostri organi di polizia e della guardia di finanza che trovano veramente terreno fertile nel settore dell’azzardo ove, neanche a dirlo, riescono a trovare “sempre, o quasi, qualcosa di illegale o collegato ai clan mafiosi.

Non esce da questo percorso anche la città di Taranto dove il Comando Provinciale della Guardia di Finanza ha provveduto al sequestro di una agenzia di scommesse, di varie aziende ed ha provveduto all’arresto di una quarantina di persone. In effetti la Gdf ed il Gico di Lecce, nell’operazione “Feudo”, ha dato esecuzione nel capoluogo pugliese e nei Comuni di Statte e Massafra a 38 ordinanze di custodia cautelare, delle quali 30 in carcere ed otto ai domiciliari. I relativi arresti sono stati disposti dal Gip del Tribunale di Lecce su richiesta della Procura della Repubblica presso la Direzione Distrettuale Antimafia sempre di Lecce.
L’indagine, che ha raggiunto l’apice con questi innumerevoli arresti, è durata ben tre anni ed è nata da un controllo eseguito nei confronti di uno studio contabile nel corso del quale è stata rinvenuta notevole documentazione attestante una esposizione debitoria verso un personaggio che aveva concesso al titolare dello studio finanziamenti ad un tasso di interesse assolutamente usurario oscillante tra il 37 ed il 306% annuo!! Naturalmente, l’indagine è stata approfondita sia a livello bancario che documentale e si è potuto appurare che “quel caso di usura” era da inquadrarsi in una strategia criminale assai più ampia e variegata.

Strategia presente sul territorio, e con “svariati tentacoli”, da far risalire ad una pericolosa “consorteria” connotata dalle peculiarità di carattere mafioso. Successivamente, sono state svolte operazioni capillari di intercettazione telefonica ed ambientale che confermavano l’esistenza dell’associazione mafiosa e di individuarne i componenti, svelarme anche attività illecite e verificare l’esistenza di un accordo consolidato tra il clan mafioso in Statte e quello governato dal noto boss Giuseppe Cesario.

Le indagini sui casino online con bonus proseguivano e facevano luce su investimenti nei più disparati settori dell’economia legale quali vendita all’ingrosso di prodotti ortofrutticoli, la gestione di una società di giochi e scommesse ed una azienda di profumi e saponi. I partecipanti a questo clan non disdegnavano di intimidire, con ricorso a gravi episodi intimidatori con armi ed esplosivi, coloro che volessero collaborare con le Autorità al fine di tutelare i propri illeciti investimenti in attività economiche apparentemente lecite che si potevano ricondurre all’organizzazione criminale. Da aggiungere a queste forme di intimidazione anche un clima di assoggettamento e di omertà nella popolazione residente sul territorio in cui vive e “prolifera e guadagna” questa compagine malavitosa e, quindi, si deve anche considerare in che ambiente sono costrette a lavorare le Forze dell’Ordine. Ancora una volta il mondo del gioco coinvolto in una maxi indagine… sembra proprio che sia uno dei settori preferiti dalla criminalità organizzata.

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