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Perchè siamo passati dai monitor tradizionali ai led

monitor tradizionali al giorno d’oggi hanno ceduto il passo in maniera definitiva ai monitor a led. I cosiddetti CRT – acronimo che sta per Cathode Ray Tube, e che indica i monitor analogici – sono destinati a essere accantonati nel giro di breve tempo: i tubi a raggi catodici, paragonabili dal punto di vista tecnologico ai vecchi televisori, per quanto risultino affidabili sono da considerare obsoleti, soprattutto se paragonati con i led. Questi ultimi sono semiconduttori in grado di generare una luce nel momento in cui viene applicato un segnale elettrico.

Fino a qualche tempo fa i monitor a led venivano usati soprattutto in contesti professionali, e in modo particolare dai fotografi, ma oggi sono disponibili a tutti, essendo entrati a far parte della tecnologia di largo consumo e del mercato di massa. Numerosi sono i vantaggi che li contraddistinguono, a cominciare dalla loro versatilità: essi, infatti, possono essere installati sia al chiuso che all’aperto, dal momento che offrono una notevole luminosità, che fa sì che la visione risulti ottimale anche con la luce del sole. La forma e le dimensioni possono variare in base alle esigenze: per i led wall, per esempio, si può contare su standard di personalizzazione decisamente elevati, visto che è possibile decidere se optare per un formato curvo, quadrato, da pavimento, televisivo, e così via.

Un altro dei pregi del led è che esso permette di riprodurre una palette di colori più vasta di ogni altra tecnologia, per di più con una straordinaria velocità di refresh. La longevità, infine, è una dote che non può essere trascurata: un led wall, infatti, è in grado di toccare senza problemi circa 100mila ore di vita. I videowall professionali costituiscono una delle applicazioni dei led: si tratta di maxischermi che sono costituiti da un certo numero di monitor, ognuno dei quali trasmette immagini singole che, messe insieme le une con le altre, danno vita all’immagine complessiva che viene visualizzata, un po’ come accade quando si osserva un mosaico.

La visione dei contenuti non è disturbata dalle cornici dei monitor, che hanno uno spessore limitato, di pochi millimetri: non più di 4. La retroilluminazione a led diretta è la peculiarità principale di queste soluzioni, per le quali la luce è generata dal retro del pannello in cui sono situati i led. In questo modo si beneficia di un livello di contrasto maggiore, con una gamma di colori molto ampia e bianchi più puri. Il consumo di energia è contenuto, e altrettanto contenuti sono – di conseguenza – i costi di esercizio: un aspetto che non deve essere sottovalutato, soprattutto se si pensa che tali monitor possono essere lasciati accesi 24 ore su 24. In ambienti pubblici come le banche e i centri commerciali i videowall offrono il meglio che si possa auspicare, in virtù della bassa riflessione.

Anche i videowall ed i led wall si basano sui led, vantando una straordinaria luminosità: non importa quali siano le condizioni di illuminazione, poiché le immagini che vengono mostrate possono essere osservate sempre e comunque, persino col buio.

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