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Gli operatori mobili virtuali

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Non solo telefonate Low Cost
«Quella della telefonia low cost è stata solo una fase di transizione per gli operatori mobili virtuali. La prima, che ora sta per esaurirsi. Stanno per passare alla seconda fase, in cui mostreranno tutta la propria carica di operatori alternativi e innovativi». John Strand, presidente dell’osservatorio di ricerca Strand Consult e massimo esperto di operatori mobili virtuali ha molto chiari in mente gli sviluppi futuri. I primi segni sono emersi in tutta forza anche in Italia, in primavera, con le innovazioni portate dall’operatore virtuale Noverca. Ed è una svolta, perché è vero che, da quando questi speciali operatori sono arrivati in Europa (nel 1999) hanno giocato soprattutto il ruolo di low cost. Sono riusciti a far calare di netto i prezzi delle chiamate e degli sms. In particolare in Scandinavia e Regno Unito, i primi Paesi dove sono sbarcati. Si chiamano virtuali perché, pur essendo operatori con proprie tariffe, sim e clienti, non hanno una propria rete. Offrono servizi sfruttando quella di un operatore mobile normale, con cui hanno fatto accordi (Tim, nel caso di Noverca). A febbraio 2009, c’erano circa 400 virtuali attivi. Se ne trovano anche in Paesi in via di sviluppo (India, Cile). I più grossi vengono dal mondo della grande distribuzione (Virgin, Tesco) o dalla telefonia low cost (Tele2). Alcuni operano, come virtuali, anche in più di un Paese (ovviamente sfruttando reti diverse). In Italia i virtuali sono arrivati in ritardo, rispetto ai principali Paesi europei: solo nel 2007, a causa di controversie sul piano delle norme che regolano il settore della telefonia mobile. Sono stati Coop, Poste Mobile, Uno Mobile (Carrefour), tra i primi virtuali nati in Italia. Adesso sono una 20ina, ma, a causa di questo ingresso ritardato, per ora non hanno ottenuto un successo di pubblico pari a quello conseguito dai virtuali in altri Paesi europei. In particolare, hanno contribuito poco a far scendere i prezzi, poiché sono arrivati quando il mercato era già molto competitivo e maturo. Circa la metà degli utenti di virtuali italiani, a marzo 2009, erano di Poste Mobile (800 mila). Poste deve il successo anche al fatto di offrire servizi innovativi, non disponibili con altri operatori italiani: permette di fare varie operazioni (pagamenti, bonifici), tramite cellulare, con il proprio conto Banco Posta. Un risultato che conferma le parole di Strand: i virtuali ora possono ritagliarsi un ruolo importante nel mercato come innovatori, più che come low cost. Soprattutto in Italia. Può fungere bene allo scopo un’ampia gamma di servizi innovativi, che coprano a 360 gradi l’esperienza dell’utente: come appunto quelli lanciati da Noverca. Giocando sul fronte dell’innovazione, il mercato dei virtuali italiani ha così in mano le carte di una rivalsa, facendosi perdonare i ritardi, e distinguendosi in Europa.






Alessandro Longo

Ultimo aggiornamento ( Martedì 19 Gennaio 2010 15:28 )  

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